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Taste of Paris 2018

Dal 17 al 20 maggio torna sotto le cupole scenografiche del Grand Palais il Taste of Paris 2018: quattro giorni di degustazioni top con i migliori chef e pasticceri di Parigi. E quest'anno nel cast per la prima volta c'è anche un italiano: lui è Denny Imbroisi del ristorante Epoca. Due chiacchiere con lui prima del grande evento.

PAPILLON

E' stato il Genio della Lampada di Alain Ducasse. Dove c'è lui le 3 Stelle Michelin non tardano ad arrivare. Chissà se sarà così anche per il suo Papillon, il nuovo ristorante aperto solo nel 2016 che sta già conquistando Parigi per tocco e ingegno gastronomico. Lui, lo chef in questione, si chiama Christophe Saintagne e di lui e del suo neobistrot d'alta cucina sentiremo senz'altro parlare anche in futuro. Minimal & Ingegnoso. Sorprendente. C'è da lasciarsi andare.

Candelaria

E' la prima, autentica, taqueria messicana a Parigi. I margarita frozen sono top, i tacos con un goccio di lime golosissimi e l'atmosfera iper cool. Staccate il biglietto per Candelaria, una cave à vin (meglio dire a cocktails) in cui sprofondare felici per l'aperitivo, per cena o per il brunch della domenica. E' come essere ai Caraibi, ma siete a Parigi. Riconosciuta dal “World’s 50 Best Bars” come una destinazione gastronomica (e alcolica) à ne pas manquer, Candelaria non delude mai. E una volta andati ci vorrete tornare, ritornare e poi ancora.

Ken Kawasaki

Ha appena conquistato la sua prima Stella Michelin e dire che se la merita tutta è dir poco. Se amate i matrimoni riusciti tra la cucina giapponese e quella francese, ma soprattutto se amate una cucina choc per sapori e innovazione, allora la direzione da prendere è quella di Montmartre per assaggiare i piatti del Ken Kawasaki. Un mini ristorante à la mode du Japon in cui vi cucinano tutto sotto il naso fra profumi e suggestioni. L'esperienza è straordinaria e da quando c'è la Stella prenotare un posto è un'impresa titanica. Ma ne vale lo sforzo. E, sorpresa delle sorprese, in cucina la pasticceria porta il tocco italiano. Andiamo a scoprirlo.

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Ken Kawasaki

Ha appena conquistato la sua prima Stella Michelin e dire che se la merita tutta è dir poco. Se amate i matrimoni riusciti tra la cucina giapponese e quella francese, ma soprattutto se amate una cucina choc per sapori e innovazione, allora la direzione da prendere è quella di Montmartre per assaggiare i piatti del Ken Kawasaki. Un mini ristorante à la mode du Japon in cui vi cucinano tutto sotto il naso fra profumi e suggestioni. L'esperienza è straordinaria e da quando c'è la Stella prenotare un posto è un'impresa titanica. Ma ne vale lo sforzo. E, sorpresa delle sorprese, in cucina la pasticceria porta il tocco italiano. Andiamo a scoprirlo.

Taste of Paris 2018

Dal 17 al 20 maggio torna sotto le cupole scenografiche del Grand Palais il Taste of Paris 2018: quattro giorni di degustazioni top con i migliori chef e pasticceri di Parigi. E quest'anno nel cast per la prima volta c'è anche un italiano: lui è Denny Imbroisi del ristorante Epoca. Due chiacchiere con lui prima del grande evento.

PAPILLON

E' stato il Genio della Lampada di Alain Ducasse. Dove c'è lui le 3 Stelle Michelin non tardano ad arrivare. Chissà se sarà così anche per il suo Papillon, il nuovo ristorante aperto solo nel 2016 che sta già conquistando Parigi per tocco e ingegno gastronomico. Lui, lo chef in questione, si chiama Christophe Saintagne e di lui e del suo neobistrot d'alta cucina sentiremo senz'altro parlare anche in futuro. Minimal & Ingegnoso. Sorprendente. C'è da lasciarsi andare.

Candelaria

E' la prima, autentica, taqueria messicana a Parigi. I margarita frozen sono top, i tacos con un goccio di lime golosissimi e l'atmosfera iper cool. Staccate il biglietto per Candelaria, una cave à vin (meglio dire a cocktails) in cui sprofondare felici per l'aperitivo, per cena o per il brunch della domenica. E' come essere ai Caraibi, ma siete a Parigi. Riconosciuta dal “World’s 50 Best Bars” come una destinazione gastronomica (e alcolica) à ne pas manquer, Candelaria non delude mai. E una volta andati ci vorrete tornare, ritornare e poi ancora.

Caffè Stern

Il menu invernale è pronto: basta sedersi a tavola e lasciarsi trasportare in un viaggio gastronomico fra gusto, tradizione e tocchi di alta cucina. Siamo al Caffè Stern, nel fascinosissimo Passage des Panoramas di Parigi, il caffè ristorante aperto da mattina a sera tardi nato da un'idea degli stellati Fratelli Alajmo e condotto ai fornelli dallo chef Denis Mattiuzzi. E fra pizza al vapore con tartufo nero, involtini di scampi fritti, tortelli di pastinaca e spaghettoni all'olio extra vergine di Sicilia, c'è solo da divertirsi. Buon (italianissimo) gusto!

Au nouveau nez

E' una cave aperta tutto il giorno con molti vini naturali, molti dei quali francesi, ma gli italiani buoni non mancano. Ma è soprattutto un bistrot, aperto a pranzo e cena, in cui degustare pochi piatti, mai banali, a volte estrosi, con tocco italiano e piccole parentesi francesi. A mixare i sapori ai fornelli - fra focaccia, pasta fresca fatta in casa, verdure toscane e frutti di stagione - c'è Alessandra Olivi, una delle poche chef italiane a Parigi il cui tocco è tutto da scoprire. Entriamo in cucina.

Paris Divin

Una nuovissima cave à vins specializzata in vini argentini. Non mancano gli champagne, così come gli italiani (sì, qui potete trovare anche Chianti, Pinot Grigio e Barbaresco), ma da Paris Divin è un vero piacere lasciarsi trasportare nei profumi caldi dell'Argentina, tra Malbec rari, bio e profumatissimi e vitigni bianchi della Patagonia. E poi c'è l'épicerie fine argentina per degustare il vero mate, ma anche infusi, té e dulce de leche. Siamo nell'VIII arrondissement, tra il Parc Monceau e l'Arc de Triomphe e tra una degustazione e l'altra, buon viaggio. Buon vino.

Café Pouchkine

Pasticceria, bar, salone da té, pausa caffè, bistrot e piccolo ristorante affacciato su place de la Madeleine. Più che un locale, un grandissimo palazzo "de la gourmandise": 600mq su due piani e salette private con stucchi e decori della grande Russia del secolo passato. Siamo a Le Café Pouchkine piccolo gioiello franco russo in cui degustare i migliori piatti della tradizione russa riletti con accento francese. Un biglietto aereo del gusto di altissima qualità ma abbordabile nei prezzi. Buon viaggio.

EPOCA

Carciofi alla Giudia, ma anche spaghettoni Cacio e Pepe. E poi una bella zuppetta lucana con ceci e cozze e un Dolce di Sorrento al limone in cui sprofondare voluttuosi. Non siamo in una trattoria in Italia, ma in un bistrot italiano a Parigi. Le ricette sono quelle vere e attingono tutte dall'antica e più autentica tradizione gastronomica tricolore. In cucina c'è Denny Imbroisi, sì proprio quello del top restaurant Ida, che ha da poco aperto il suo nuovo gioiellino. Il nome? Epoca. Tutto da scoprire. Cool, meglio dirlo all'italiana: buono!

Tomy & Co

Ogni suo piatto sembra un'opera d'arte. Bellissimo da vedere. Creativo al primo sguardo, d'impatto al palato. Lui si chiama Tomy Gousset e nonostante un appeal da duro e tatuaggi ribelli è uno chef dal tocco straordinario. Il suo bistro-chic Tomy & Co, che strizza l'occhio a quelli minimal modaioli di New York, ne è la prova, mangiare da lui significa vivere un'esperienza gastronomica fuori dall'ordinario. Il coups de coeur? I fiorellini e le piccole verdure che ritroviamo in ogni piatto, dall'antipasto al dolce: arrivano tutti dall'orto dello chef che si trova a due passi da Parigi. Top!

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